Parlare male
dell'operato della nostra benamata Zecca è ormai come sparare sulla Croce Rossa: ritardi
inspiegabili, nessuna politica promozionale della monetazione per collezionisti, le 50 e
100 lire lillipuziane che hanno mandato in bestia mezza Italia (ora però abbiamo in
circolazione ben tre tipi di monete da 100 lire!) e ce ne sarebbe ancora da dire, oltre a
questi che sono gli ultimi più clamorosi esempi di un preoccupante pressappochismo della
dirigenza di questa "azienda".
Ci mancavano ora anche le 1000 lire con i confini della vecchia Germania; addirittura
sembra che per porre un primo rimedio a questa clamorosa gaffe si sia dovuto muovere
persino Carlo Azeglio Ciampi, "costretto" a scusarsi con l'ambasciatore tedesco.
Poste in circolazione lunedì 10 novembre queste mille lire, dopo la segnalazione
dell'errore da parte del numismatico di Como Arturo Arcellaschi, hanno terminato il giorno
dopo di essere coniate, su tempestivo ordine ripensamento del Ministero del Tesoro.
L'errore, evidentissimo e clamoroso, consiste sostanzialmente nell'aver riprodotto al
rovescio l'immagine stilizzata dell'Europa in cui compare la Germania con i confini che
aveva prima della caduta del muro di Berlino.
Non finisce qui. La Danimarca, senza confine alcuno, è annessa alla Germania, mentre non
si trova traccia dell'Olanda, del Lussemburgo, della Corsica e l'est europeo è
completamente privo dei confini di stato, sia vecchi sia nuovi.
A quest'ultima obiezione, rilevata da molti, si risponderà senz'altro che si volevano
riprodurre solo gli stati dell'Unione Europea, e allora passi; la mancanza degli altri
paesi elencati in precedenza troverà senz'altro giustificazione nell'interpretazione
artistica dell'autore, che non si è perso nel tracciare tutti i confini di stati e
staterelli che sarebbero riusciti troppo piccoli nel conio finale, e allora passi anche
questo. Rimane evidente e innegabile tuttavia, che il confine della Germania, per quanto
stilizzato, è stato ripreso da un atlante o altra carta geografica precedente
all'unificazione della Germania Ovest con la Germania Est, avvenimento che pensavamo non
fosse passato inosservato e invece...
Colpisce che lo svarione della scultrice UlianaPernazza non sia stato notato proprio da
nessuno; l'unica colpevole, infatti, non è solo lei e d'altra parte errare è umano. Il
bozzetto presentato (di cm 30 x 40) ha passato indenne il severissimo esame della
commissione, composta dal presidente del Poligrafico Giovanni Ruggieri e dal direttore
della Zecca Nicola Ielpo. Passo dopo passo il bozzetto è arrivato fino al gabinetto del
Ministro del Tesoro, dove evidentemente non è stato notato nulla di anormale e si è dato
il via alle coniazioni.
In un'intervista a Repubblica, del 13 novembre scorso, la risposta di Ielpo è sembrata
evasiva, non convince, infatti, la prevedibile spiegazione che "la nuova moneta
riporta una raffigurazione artistica dell'Europa con confini generalmente non
definiti"; non si tratta, infatti, di piccoli particolari poco definiti, si nota fin
troppo bene che la Germania è quella con i confini del secondo dopoguerra.
La notizia del clamoroso errore e dell'inevitabile blocco della produzione delle nuove
monete, è stata strombazzata mercoledì 12 novembre dai media e, puntuale, è scattata
un'ingiustificata corsa all'accaparramento dei rotolini o addirittura dei singoli
esemplari superstiti nelle banche; correva voce, in quelle ore, che addirittura il
Ministero del Tesoro volesse disporre il ritiro delle monete già emesse. Purtroppo per
gli speculatori (e per fortuna dell'erario) con l'amara, ma saggia decisione di lasciare
in circolazione le monete sbagliate, difficilmente i milioni desemplari da 1000 lire
potranno acquistare un valore numismatico, una volta sbollita la smania per accaparrarsi
la curiosità. Sono i numeri a parlare contro questa evenienza. Dei 150 milioni di pezzi
da coniarsi entro il 1997 ben 100 milioni infatti sono stati già prodotti e, giustamente,
non verranno ritirati; molto semplicemente verranno affiancati dalle monete corrette.
Nella storia dei clamorosi errori di Zecca, oltre alle inutili 50 e 100 lire lillipuziane
sarà superfluo ricordare le famose 500 lire caravelle prova con le bandierine rovesciate,
quelle sì (coniate in soli 1004 esemplari) svettate oggi ad una quotazione di 7/8 milioni
di lire
Forse non tutti i numismatici sanno che il Poligrafico vanta strafalcioni anche in campo
filatelico; oltre al celebre Gronchi rosa, con la cartina Peruviana errata (anche in
questo caso colpì lo scarso ripasso di geografia), giova ricordare cosa si fu capaci di
fare per il francobollo da 25 lire del 1956, celebrativo del cinquantenario del traforo
del Sempione. Nei ristrettissimi confini dentellati furono inseriti addirittura tre
clamorosi errori. La diligenza, ripresa da un quadro di R. Kolier, passava dal Gottardo e
non dal Sempione, così come non erano mai passate per questo traforo locomotive a
vapore come quella sbuffante illustrata, essendo la linea da sempre elettrificata; per
finire, la locomotiva si vede uscire dal tunnel di destra, ma i treni, si sa, viaggiano a
sinistra.
Il ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer aveva pensato di togliere dagli
insegnamenti delle scuole medie e superiori la geografia. Urge un immediato ripensamento
anche per questo progetto, almeno prima della possibile nomina del prossimo console
italiano a Berlino est.
PANORAMA NUMISMATICO 114/97 |