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Verso l'Europa ... del 1945

Parlare male dell'operato della nostra benamata Zecca è ormai come sparare sulla Croce Rossa: ritardi inspiegabili, nessuna politica promozionale della monetazione per collezionisti, le 50 e 100 lire lillipuziane che hanno mandato in bestia mezza Italia (ora però abbiamo in circolazione ben tre tipi di monete da 100 lire!) e ce ne sarebbe ancora da dire, oltre a questi che sono gli ultimi più clamorosi esempi di un preoccupante pressappochismo della dirigenza di questa "azienda".

Ci mancavano ora anche le 1000 lire con i confini della vecchia Germania; addirittura sembra che per porre un primo rimedio a questa clamorosa gaffe si sia dovuto muovere persino Carlo Azeglio Ciampi, "costretto" a scusarsi con l'ambasciatore tedesco. Poste in circolazione lunedì 10 novembre queste mille lire, dopo la segnalazione dell'errore da parte del numismatico di Como Arturo Arcellaschi, hanno terminato il giorno dopo di essere coniate, su tempestivo ordine ripensamento del Ministero del Tesoro.

L'errore, evidentissimo e clamoroso, consiste sostanzialmente nell'aver riprodotto al rovescio l'immagine stilizzata dell'Europa in cui compare la Germania con i confini che aveva prima della caduta del muro di Berlino.

Non finisce qui. La Danimarca, senza confine alcuno, è annessa alla Germania, mentre non si trova traccia dell'Olanda, del Lussemburgo, della Corsica e l'est europeo è completamente privo dei confini di stato, sia vecchi sia nuovi.

A quest'ultima obiezione, rilevata da molti, si risponderà senz'altro che si volevano riprodurre solo gli stati dell'Unione Europea, e allora passi; la mancanza degli altri paesi elencati in precedenza troverà senz'altro giustificazione nell'interpretazione artistica dell'autore, che non si è perso nel tracciare tutti i confini di stati e staterelli che sarebbero riusciti troppo piccoli nel conio finale, e allora passi anche questo. Rimane evidente e innegabile tuttavia, che il confine della Germania, per quanto stilizzato, è stato ripreso da un atlante o altra carta geografica precedente all'unificazione della Germania Ovest con la Germania Est, avvenimento che pensavamo non fosse passato inosservato e invece...

Colpisce che lo svarione della scultrice UlianaPernazza non sia stato notato proprio da nessuno; l'unica colpevole, infatti, non è solo lei e d'altra parte errare è umano. Il bozzetto presentato (di cm 30 x 40) ha passato indenne il severissimo esame della commissione, composta dal presidente del Poligrafico Giovanni Ruggieri e dal direttore della Zecca Nicola Ielpo. Passo dopo passo il bozzetto è arrivato fino al gabinetto del Ministro del Tesoro, dove evidentemente non è stato notato nulla di anormale e si è dato il via alle coniazioni.

In un'intervista a Repubblica, del 13 novembre scorso, la risposta di Ielpo è sembrata evasiva, non convince, infatti, la prevedibile spiegazione che "la nuova moneta riporta una raffigurazione artistica dell'Europa con confini generalmente non definiti"; non si tratta, infatti, di piccoli particolari poco definiti, si nota fin troppo bene che la Germania è quella con i confini del secondo dopoguerra.

La notizia del clamoroso errore e dell'inevitabile blocco della produzione delle nuove monete, è stata strombazzata mercoledì 12 novembre dai media e, puntuale, è scattata un'ingiustificata corsa all'accaparramento dei rotolini o addirittura dei singoli esemplari superstiti nelle banche; correva voce, in quelle ore, che addirittura il Ministero del Tesoro volesse disporre il ritiro delle monete già emesse. Purtroppo per gli speculatori (e per fortuna dell'erario) con l'amara, ma saggia decisione di lasciare in circolazione le monete sbagliate, difficilmente i milioni d’esemplari da 1000 lire potranno acquistare un valore numismatico, una volta sbollita la smania per accaparrarsi la curiosità. Sono i numeri a parlare contro questa evenienza. Dei 150 milioni di pezzi da coniarsi entro il 1997 ben 100 milioni infatti sono stati già prodotti e, giustamente, non verranno ritirati; molto semplicemente verranno affiancati dalle monete corrette.

Nella storia dei clamorosi errori di Zecca, oltre alle inutili 50 e 100 lire lillipuziane sarà superfluo ricordare le famose 500 lire caravelle prova con le bandierine rovesciate, quelle sì (coniate in soli 1004 esemplari) svettate oggi ad una quotazione di 7/8 milioni di lire

Forse non tutti i numismatici sanno che il Poligrafico vanta strafalcioni anche in campo filatelico; oltre al celebre Gronchi rosa, con la cartina Peruviana errata (anche in questo caso colpì lo scarso ripasso di geografia), giova ricordare cosa si fu capaci di fare per il francobollo da 25 lire del 1956, celebrativo del cinquantenario del traforo del Sempione. Nei ristrettissimi confini dentellati furono inseriti addirittura tre clamorosi errori. La diligenza, ripresa da un quadro di R. Kolier, passava dal Gottardo e non dal Sempione, così come non erano mai passate per questo traforo locomotive a vapore come quella sbuffante illustrata, essendo la linea da sempre elettrificata; per finire, la locomotiva si vede uscire dal tunnel di destra, ma i treni, si sa, viaggiano a sinistra.

Il ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer aveva pensato di togliere dagli insegnamenti delle scuole medie e superiori la geografia. Urge un immediato ripensamento anche per questo progetto, almeno prima della possibile nomina del prossimo console italiano a Berlino est.

PANORAMA NUMISMATICO 114/97


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